IL SUONO RAZIONALE

di Tiziano Rosselli

Ancora spropositi

200px-david_bohmQualche anno fa pubblicai questa cosa sul libro di Sokal-Bricmont “Imposture intellettuali”, al quale, se non ricordo male, dedicai anche un paragrafo ne “Il suono razionale”. L’ho riletta in questi giorni (insieme allo scambio di commenti con l’amico Antonio Celano) dopo aver ripreso in mano quel testo e alcuni dei testi sui quali nacque l’affaire Sokal. Sostanzialmente riscriverei quelle cose anche adesso. Mi chiedo, però: che cos’è cambiato tra il 2012 e il 2017? La mia sensazione è che in questi cinque anni siamo scivolati sempre di più nel vortice del delirio analitico, in altre parole usiamo sempre di più processi di pensiero e parole, che hanno un senso all’interno dell’esperienza scientifica,  a sproposito e al di fuori di essa. Ma dirò di più: anche la tendenza al proliferare delle bufale antiscientifiche è una conseguenza di questo delirio analitico, basta guardare il tipo di logica e il linguaggio con i quali sono vestite. Voglio dire: “La poetica dello spazio” di Gaston Bachelard è un grandissimo libro al pari degli Elementi di Euclide o delle lezioni di fisica di Feynman perché sta tutto dentro l’esperienza astratta della poesia, così come gli altri stanno tutti dentro l’esperienza analitica della matematica e della scienza. Non vi si spiega niente, non si tracciano confini tra le categorie, ma si danno immagini, si evocano atmosfere, si racconta. Nelle bufale antiscientifiche no: lì si spiega, si dispiega un ragionamento che vorrebbe essere logico, si mostrano dei dati, ci si riferisce a categorie rigidamente definite. Bachelard, invece, ci può aiutare a frantumare nello spazio poetico un teorema di Euclide traendolo fuori dalla matematica. Dovremmo capire che la sacralità mistica, che ha contribuito a rendere immensa l’opera scientifica e matematica di Bohm o di Ramanujan (solo per fare due esempi), non va pensata come una cosa, non va trattata analiticamente. C’è dentro l’interpretazione della meccanica quantistica di Bohm e c’è dentro la ricerca di ordine e simmetria nella teoria dei numeri di Ramanujan, ma ne è allo stesso tempo dentro e affianco e non si vede, al massimo appare senza rispondere a domande come chi? come? che cosa? perché? E David Bohm era questo che voleva esprimere quando scriveva “What I mean by “thought” is the whole thing – thought, felt, the body, the whole society sharing thoughts – it’s all one process”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 gennaio 2017 da in Libro.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: