IL SUONO RAZIONALE

di Tiziano Rosselli

Né l’uno né l’altro

Parlare di complementarità tra le esperienze scientifiche e le esperienze astratte significa cercare di esplorare il modo in cui vogliamo sottolineare, attraverso le locuzioni fare scienza e fare arte, due diversi modi di porsi di fronte alle cose. Modi che possono coesistere dentro di noi ma che in certi casi si danno in modo complementare.

Dalla nascita del pensiero scientifico è sempre stato chiaro che la scienza fosse dotata di un proprio paradigma, di un metodo che rendeva riconoscibile un certo modo di procedere rispetto ad altri. A suo tempo, la logica aristotelica aveva stabilito i confini entro i quali il pensiero analitico gode di validità e conduce a conferire a una proposizione, data la validità delle premesse, valore di verità. La complementarità tra esperienze psichiche diverse è assunta a fondamento della rifondazione della psicanalisi intrapresa da Ignacio Matte Blanco: sul piano psichico Ignacio Matte-Blanco definisce il pensiero asimmetrico come cosciente, logico, razionale e quello simmetrico, che contraddistingue l’inconscio profondo e che è basato sui principi di simmetria e generalizzazione, come il suo opposto. Scrive Matte Blanco:

Se ora ritorniamo a considerare l’essere simmetrico ci troviamo di fronte a difficoltà radicali quando cerchiamo di pensarlo. Senza avere a disposizione relazioni asimmetriche nel nostro pensiero non vi è spazio, tempo, movimento. Possiamo solo dedurre o inferire l’essere simmetrico; non possiamo immaginarlo poiché la nostra immagina­zione lavora con fenomeni spazio-temporali. Una realtà aspaziale ed atemporale è come qualcosa che non esiste; in qualche modo evoca la morte. L’essere senza avvenimento ci sembra non-essere piuttosto che essere. Forse tutto ciò è dovuto alla limitazione della nostra coscienza che, per essere capace di apparire solo in termini di avvenimento, fa sì che vediamo il muto silenzio dell’essere senza spazio e senza tem­po come se fosse il nulla o il non-essere. [Ignacio Matte-Blanco, L’inconscio come insiemi infiniti. Saggio sulla bi-logica, trad. it. di Pietro Bria, Torino, Einaudi, 2000, pag. 116.]

Ovviamente il tipo di pensare che Matte Blanco chiama ‘simmetrico’ impedisce qualsivoglia esperienza scientifica, opponendosi di fatto alla conoscenza razionale della realtà e a un linguaggio efficacemente descrittivo.

Attraverso l’analisi di un pezzo, di un quadro, di una poesia, caliamo nella realtà l’opera d’arte. E’ un cammino di secolarizzazione dell’esperienza estetica analoga e opposta all’uso dell’idea matematica o scientifica nella costruzione di una composizione. Nel primo caso il linguaggio esalta la propria capacità di definire limiti e gerarchie, nel secondo caso avviene l’esatto contrario perché l’esperienza estetica consiste proprio nella dissoluzione di limiti e gerarchie.

Wittgenstein, con magnifica efficacia eidetica, rappresenta il linguaggio come una vecchia città: «Un dedalo di stradine e di piazze, di case vecchie e nuove, e di case con parti aggiunte in tempi diversi; e il tutto circondato da una rete di nuovi sobborghi con strade diritte e regolari, e case uniformi».[Ludwig Wittgenstein, Ricerche filosofiche, trad. it di Mario Trinchero, Torino, Ei­naudi, 1995, § 18, pag.17.]. Dove i «sobborghi con strade diritte e regolari» rappresen­tano l’incorporazione nel linguaggio, ad esempio, del «simboli­smo della chimica e la notazione del calcolo infinitesimale».  Un approccio alla logica che si serve di ana­logie meccaniche, chiarificatore, che parte dalla definizione di demarcazioni, non porterebbe, per Wittgenstein, alla compren­sione del linguaggio ordinario. I metodi causali tipici delle scienze moderne finiscono per essere solo un aspetto di quella che Wittgenstein chiama personalità umana, un aspetto che confina l’uomo tutto all’in­terno di un’esperienza, quella che noi abbiamo chiamato scien­tifica. 

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Questa voce è stata pubblicata il 30 aprile 2012 da in Scienza e musica con tag , , , .
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